Storia del piede torto equino varo supinato

Il piede torto equino varo supinato è una malattia conosciuta sin dai tempi antichi. Nell’antichità, non era raro che i bambini nati con un piede torto morissero per carenza di cure o per infanticidio.
Ricordiamo che nella mitologia antica,
, Efesto (chiamato anche Vulcano o Mulciber), dio del Fuoco, fabbro e armaiolo dell’Olimpo, era un dio zoppo. Figlio di Zeus e di Era (o della sola Era, a seconda delle versioni), Efesto era l’unico dio dalle sembianze orribili tra tutti gli immortali. Nell’Iliade viene riferito che sua madre, per la vergogna di una tale bruttezza, lo fece precipitare dall’alto dell’Olimpo. Un’altra versione attribuisce a Zeus questa caduta, per punire Efesto di aver preso le difese di Era in un litigio con il suo sposo (Zeus). Cionostante Efesto rimase un dio popolare sull’Olimpo e sulla terra, e sostenitore della pace. Egli era il patrono degli artigiani e degli artisti, e il protettore dei fabbri. Nella vita antica, presiedeva la cerimonia in cui i bambini venivano ammessi alla vita pubblica cittadina.

Nel XII secolo avanti Cristo regnava sull’Egitto un faraone portatore di piede torto:
Siptah
 

Couvercle du sarcophage de Siptah Vue du pied de la momie

Ippocrate fu il primo a tentare di comprendere e trattare questa malattia, e ciò a partire dalla nascita.

"Il piede torto è curabile nella maggior parte dei casi. La cosa migliore è trattare questa lesione il più presto possibile, prima che comporti una atrofia pronunciata.”

Hippocrate
Medico greco,
nato sull’isola di Cos nel 460 a.C.
e morto a Larissa nel 370 a.C.

Nel Medio Evo, il piede torto veniva considerato come un segnale di origine divina (quindi come una punizione) e possedeva un significato negativo.

Nel 1642, Jusepe de Ribera dipinse per il vice-re, il duca di Medina de las Torres, una tela rappresentante un giovane mendicante portatore di un piede torto, tela attualmente esposta al museo del Louvre.
Il giovane infermo tiene in mano un pezzo di carta su cui si legge la scritta in latino "Datemi l'elemosina, per l’amore di Dio".
Non si tratta di un piede torto idiopatico, ma di un piede torto neurogeno, nell’ambito di un contesto di emiplegia destra: infatti, si può notare anche una deformità del polso e della mano destra.

The Club-foot, 164 x 94 cm

Bisogna attendere il XVI secolo, con Ambroise Paré et Félix Würtz di Bâle, per ritrovare delle nuove descrizioni più razionali del piede torto, e soprattutto delle proposte di trattamento per mezzo di una contenzione esterna progressiva.

La prima tenotomia (Glossario)del tendine d’Achille (sezione completa del tendine che tira il tallone verso l’alto) fu realizzata da Lorentz a Francoforte nel 1782.
Questi fu poi seguito da Delpech a Montpellier all’inizio del XIX secolo, ma la tecnica fu abbandonata in considerazione del numero importante di infezioni post-operatorie.
Il trattamento era quindi essenzialmente ortopedico per mezzo di apparecchiature esterne.


A tale proposito, bisogna citare il lavoro di Antonio Scarpa, medico italiano che propose nel 1803 un opera sulle modalità di correzione del piede torto congenito.

 


Antonio Scarpa,
nato nel 1752, morto nel 1832



Exemple d'attelle correctrice utilisée par A.Scarpa



Jacques Mathieu Delpech, medico francese, nato a Tolosa nel 1772, morto assassinato nel 1832.


Talleyrand presso le acque di Aix-la-Chapelle nel luglio 1829.
Disegno della Contessa Bruyère.
Talleyrand era portatore di un piede torto equino varo supinato DESTRO.

(Biblioteca Nazionale. Cabinet des Estampes. Réf. : 67.A. 16600 N2 Bénévent).

Calzatura ortopedica di Charles-Maurice de Talleyrand.

"L'esame della calzatura ortopedica esposta al Castello di Valençay ci dona delle informazioni supplementari.
Su tutta la lunghezza del lato esterno della calzatura, la lissa è debordante, sopraelevata, e ritagliata obliquamente, per riportare la base di appoggio al di fuori dell’asse del peso del corpo e correggere così la supinazione, grazie all’azione della gravità, al momento della messa in carico. Tale dispositivo è completato da un contrafforte esterno rigido che risale sulla parte laterale del tallone, ingloba il malleolo, ed è imbottito, per il rischio di lesioni cutanee che avrebbe potuto provocare a livello della salienza malleolare. Infine, è presente una staffa corta che stringe e supporta il tallone con la mediazione di una articolazione ad arresto regolabile, e un tutore interno solidarizzato alla gamba da una presa sul polpaccio, anch’essa articolata. A questa si attacca una cinghia a T, la cui linguetta si inserisce alla parte esterna del tallone, abbraccia il malleolo esterno e, con le sue due branche orizzontali, viene a prendere appoggio sul tutore interno. Essa differisce dal modello prescritto da R. Ducroquet, per il modo di collegare il tutore interno alla calzatura, e per la fibbia per chiudere la scarpa in aggiunta all’allacciatura, simile a quella che è presente dal lato opposto, che d’altra parte non deve essere interpretata come una cinghia per il collo del piede a finalità ortopedica.
Dunque, un’apparecchiatura raddrizzante si trova fissata su una calzatura ortopedica, che risulta avere una funzione sia compensativa, sia correttiva, di una deformità in varismo ed equinismo del piede, ma le cui dimensioni d’altro canto superano di gran lunga quelle di una calzatura ordinaria, sia per volume che per lunghezza."

Il piede torto di Talleyrand e la sua associazione a una sindrome di Marfan
In J.CLAUSTRE "LE PIED A TRAVERS L'HISTOIRE", MASSON Paris 1991
(pp. 66-76) par Marius LACHERETZ




Nel 1831, Stromeyer ebbe l’idea di realizzare la prima tenotomia di Achille non aprendo in larga misura la pelle (cosa che portava all’infezione), ma con un’incisione di qualche millimetro: questa fu la prima tenotomia per-cutanea.
Il grande chirurgo inglese Little, che fu egli stesso trattato in questo modo, apprese tale tecnica e la riportò in Inghilterra nel 1837.


Bisogna rileggere il libro di Gustave Flaubert, Madame Bovary, in cui Charle Bovary realizza una sezione per-cutanea del piede torto di Hippolyte, con un buon risultato immediato...

Gustave Flaubert

DNel suo libro «Madame Bovary», Gustave Flaubert fa riferimento a un’opera medica, il libro del Dr Duval. E’ bene sapere che questo libro e il Dr Duval sono veramente esistiti !

Ecco quel che si può leggere su questa pagina del libro:



VINCENT DUVAL,

DOTTORE IN MEDICINA, MEMBRO DI DIVERSE SOCIETA’ DI SAPIENTI, DIRETTORE DEI TRATTAMENTI ORTOPEDICI DEGLI OSPEDALI CIVILI DI PARIGI, E DELLA SCUOLA SPECIALE PER LA CURA DEI PIEDI TORTI, DELLE FALSE ANCHILOSI DEL GINOCCHIO, E DELLE ALTRE DEFORMITA’ DEGLI ARTI, ETC.



 

CQuesta dedica della prima pagina del libro di Vincent Duval (Trattato pratico sul piede torto, 1839) :
"al mio primo maestro Monsieur Flaubert, in segno di riconoscenza" dimostra che il Dr Duval conosceva il Dr Flaubert.



"al mio primo maestro Monsieur Flaubert, in segno di riconoscenza"
In effetti, il Dr Duval fu un allievo del Dr Flaubert Achille, Chirurgo Primario dell'Hôtel Dieu di Rouen, e fratello di Gustave Flaubert
Ritratto del Dr Achille Flaubert, Chirurgo

Una lettera di Gustave Flaubert a Louise Collet in data 18 Aprile 1854 conferma che lo scrittore si è informato da suo fratello sui vari aspetti del piede torto, tanto sul piano clinico che sul piano terapeutico.


"Sto sguazzando a pieno nella chirurgia. Oggi sono andato apposta a Rouen da mio fratello col quale ho a lungo conversato di anatomia del piede e patologia dei piedi torti...
Non è facile rendere letterari i dettagli tecnici, mantenendoli precisi. Ah ! Come conosco i tormenti dello stile !"

Grazie al Dr Saad ABU AMARA (Rouen) che mi ha cortesemente fornito le informazioni rigurdanti il Dr Duval

t

Esempi di apparecchiature ortopediche e tutori per piede torto equino varo supinato, utilizzati alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX secolo..

1908 : Descrizione delle anomalie di posizione dei piedi raggruppate con il termine "piede torto".
Solamente la figura III (riquadro di destra) corrisponde all’attuale denominazione di piede torto (equino varo supinato).

L’inizio del XX secolo vede la nascita di arnesi ortopedici di correzione del piede torto, come la macchina del Professor F.Schultze, che consentiva dei raddrizzamenti “con la forza” e probabilmente “con la sofferenza”, delle deformazioni anatomiche.
 
Apparecchiatura ortopedica utilizzata all’inizio del XX secolo all’Istituto Ortopedico Rizzoli

Ecco un esempio di tutore utilizzato negli anni ’30, e il metodo per posizionarlo descritto dal Dr L.Ombrédanne.

"Per posizionarlo correttamente, dapprima si avvolgerà il piede con uno strato di ovatta poco spessa, ma soprattutto ben uniforme.
E’ quindi importante, assolutamente, di solidarizzare bene il piede alla soletta con dei giri a 8 eseguiti con una fascia di crepon, senza prendere in considerazione la posizione che assume la barra a livello della gamba.
E’ solo alla fine dell’inbastitura, quando la fasciatura sarà risalita sulla gamba fino all’altezza voluta, e nel senso indicato nella figura 941, che, in un solo colpo, la fascia cambierà di verso passando intorno alla barra, richiamandola nella posizione appropriata; grazie alla sua azione di potente leva, la barra conferirà alla pianta del piede l’orientamento desiderato in ipercorrezione.
Il tutore di Saint-Germain sarà portato giorno e notte per quattro o sei mesi; quindi, lo si applicherà solamente per la notte per diversi anni.
Quando il bambino cammina, è bene che il suo stivaletto non permetta il riproporsi del varismo. Il tipo di calzatura che Lance fa confezionare per i bambini del nostro servizio si ispira all’ortesi di Versepuech.

 

E’ uno stivaletto, armato con una lama metallica posteriore ancorata nel tallone; tale lama è articolata in modo da possedere una certa motilità solo nel piano frontale (fig. 942). Il bordo esterno della suola è più spesso dell’interno, e una cinghia solidarizza questo bordo esterno con la barra metallica posteriore.
L’utilizzo di questo stivaletto speciale è utile solamente se la riduzione per mezzo di manovre esterne non è stata perfetta e completa."

Il XX secolo vide svilupparsi tecniche chirurgiche sempre più affinate, con medici come Barnett, Codivilla, Brockman, Turco...
Parallelamente, il trattamento ortopedico diveniva più delicato e sempre più codificato con Elmsie, Kite e quindi Ponseti e Masse.


Qualche personaggio celebre portatore di piede torto

Lord Byron (George Gordon)
1778-1824

Poeta inglese
Egli ha vissuto sempre con molto difficoltà questa malattia, e ne risentiva come una infermità fisica e sociale.
Per tale ragione, preferiva vivere a Venezia, dove gli spostamenti si realizzavano più in gondola che a piedi.

(per saperne di più su George Gordon Byron)
Sir Walter Scott
1771-1832
Romanziere inglese Accettava di più la sua malattia, tanto più che due dei suoi antenati ne erano stati portatori.
(per saperne di più su Walter Scott)
Talleyrand
(Charles-Maurice de)
1754-1838
Diplomatico francese

Dissimulava l’origine congenita della sua malattia raccontando che era stata una balia maldestra a provocare un incidente nel corso della sua infanzia.
(per saperne di più su Charles-Maurice de Talleyrand)
(vedi anche : Il piede torto di Talleyrand e la sua associazione a una sindrome di Marfan)

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